Elezioni Cnsu 2013 Studenti Indipendenti
venerdì 31 dicembre 2010
"PASSERELLE? NO,GRAZIE!" Dibattito aperto sulle infrastrutture calabresi
giovedì 23 dicembre 2010
Disoccupata Aula magna UNICAL
domenica 19 dicembre 2010
Franco, la lotta continua!
venerdì 17 dicembre 2010
mercoledì 15 dicembre 2010
Corpo e rivoluzione! Non basterà cambiare canale!
USCIRE FUORI DALLO SCHEMA DONNA-UOMO, NON può più essere UNA QUESTIONE DI CATEGORIE ma al contrario una questione da studiare come DINAMICA "DOMINAZIONE – SOTTOMISSIONE", "soggettivazione-assoggetta
Da domani, 16 dicembre 2010, inizia un ciclo di incontri-discussione focalizzati su questo tema. Discutiamo insieme su come il movimento studentesco possa porre in essere tale rivendicazione.
domenica 12 dicembre 2010
Appello per il 14 dicembre

Blitz al Rendano
sabato 11 dicembre 2010
Sit-in a Confindustria
giovedì 9 dicembre 2010
martedì 30 novembre 2010
La protesta degli studenti si sposta sull’A3. Occupata l’autostrada
30NOV UNICAL COSENZA - AUTOSTRADA OCCUPATA |
Comunicato Unical Occupata e bloccata!
29NOV UNICAL - COSENZA ASSEMBLEA D'ATENEO E OCCUPAZIONE RETTORATO |
sabato 27 novembre 2010
Manifestazione regionale per la moratoria sull’acqua

- Biagio ACCARDI (myspace)
- I MUSICANTI DEL VENTO (sito)
c/o Officine Babilonia – viale mancini / via popilia
venerdì 26 novembre 2010
Aula Magna OCCUPATA!!!

giovedì 25 novembre 2010
martedì 23 novembre 2010
lunedì 15 novembre 2010
venerdì 12 novembre 2010
PIANOPOLI - 14 Novembre, ore 11.00 - No alla discarica di Carratello

DOMENICA 14 novembre 2010, ore 11.00 Corso Roma, Pianopoli
Manifestazione contro la discarica di Carratello. RIFIUTI ZERO! Sì alla raccolta differenziata. Sì al riciclaggio e riuso. No alle mega-discariche. No agli inceneritori. Sì alla salvaguardia/difesa del territorio. Per una gestione pubblica dei rifiuti con la chiusura del commissariamento regionale! NOTE: dall'Unical in partenza macchine auto-organizzate dai compagni!
giovedì 11 novembre 2010
[Sessioni d'esame Ingegneria] Vittoria... La lotta paga
Il CdF ha appena approvato la nostra proposta per le sessioni d’esame del 509.
Gli studenti dell’ordinamento 509 hanno riottenuto una calendarizzazione consona ai propri ritmi di studio. Ci sarà la sessione di dicembre, di febbraio, di aprile, di luglio, di settembre.
Presto i dettagli del calendario, che praticamente è conforme al vecchio calendario d’esami del 509.
Con il lavoro, la sensibilizzazione e la lotta abbiamo ottenuto quello che era un nostro diritto.
Un nostro diritto che era stato cancellato nella seduta di aprile in cui, fra l’altro i “rappresentanti” erano assenti.
Quegli stessi rappresentanti o qualche loro “compagno di merenda”, all’inizio della raccolta firme, vennero a dirci che avremmo dovuto abbassare le nostre richieste, che avremmo dovuto rinunciare ai nostri diritti per qualche briciola. Evidentemente non gli è stato dato ascolto. Evidentemente abbiamo avuto ragione.
Una piccola battaglia vinta che però dimostra che gli studenti, se si liberano dell’indifferenza, possono grandi cose.
Oggi è toccato alla difesa di “semplici” sessioni d’esame. Domani riusciremo a farlo per l’esistenza ed il miglioramento dell’Università?
martedì 9 novembre 2010
Domani tutti in massa al CDF Ingegneria - ore 15.30 - Aula DS3
della Facoltà di Ingegneria
Università della Calabria
OGGETTO: Richiesta di inserimento di un punto all'ordine del giorno del Consiglio di Facoltà di Ingegneria - mercoledì 10/11/2010 ore 15.30 - Aula DS3; Richiesta diffusione di documento integrativo alla petizione;
mercoledì 3 novembre 2010
Anti-fascisti sempre!
- Sabato 06 all’Assemblea anti-fascista che si terrà alle ore 17.00 presso
il Comune di Catanzaro;
- Sabato 13 alla manifestazione anti-fascista che si terrà nella Città di
Catanzaro.
UDU Cosenza
lunedì 1 novembre 2010
RDT - Appuntamenti

Al termine del terzo incontro della Rete in Difesa del Territorio "Franco Nisticò", tenutosi a Crotone sabato 30 ottobre, sono stati calendarizzati i seguenti appuntamenti:
2 novembre Lamezia - incontro con Gianni Speranza
3 novembre Potenza - presidio sulla centrale del Mercure
6 novembre Francavilla (CS) - presentazione del libro “La notte di Santa Lucia”
6 novembre Saline Joniche (RC) - primo incontro contro la centrale a carbone
4 dicembre Cosenza - manifestazione nazionale (a carattere regionale) per l’acqua pubblica
18 e 19 dicembre iniziative a Villa San Giovanni e Badolato, nell’anniversario della morte di Franco Nisticò, per parlare di Ponte, SS 106 e di tutto il sistema trasportistico calabrese.
La RDT parteciperà, inoltre, al sit in che si terrà davanti il Tribunale di Paola in solidarietà agli operai della Marlane il giorno della sentenza prevista per il 12 novembre.
Un mercoledì per l'Acqua Pubblica

Alle 14.30, il comitato universitario per l'acqua pubblica, si incontrerà in aula P2 per riattivare il coordinamento nel nostro Ateneo.
Alle 20, al MOCI (Cosenza), ci sarà la prima riunione organizzativa del comitato provinciale in vista proprio della manifestazione del 4 dicembre.
Siete tutti invitati
martedì 26 ottobre 2010
ASSEMBLEA DELLA RETE PER LA DIFESA DEL TERRITORIO “FRANCO NISTICÒ”
La giornata sarà articolata in due principali momenti: sabato mattina un sit-in davanti l'ex area industriale di Crotone, simbolo prima del benessere di una comunità e del lavoro e poi di inquinamento industriale, che ha provocato morte e sofferenze per i cittadini di Crotone, area che attende da oltre 10 anni di essere bonificata; l'altro, nel pomeriggio, con l'assemblea plenaria della Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”, dove tutte le realtà calabresi in lotta potranno confrontarsi e darsi percorsi e tempi comuni per affrontare le vertenze ambientali in Calabria. A latere di queste due importanti iniziative si terranno incontri e momenti di approfondimento relativi alle specifiche vertenze che interessano il “Caso Crotone”.
PROGRAMMA – Crotone 30 ottobre 2010.
domenica 17 ottobre 2010
giovedì 14 ottobre 2010
domenica 10 ottobre 2010
giovedì 7 ottobre 2010
NO LEZIONI, NO PRIMA RATA!

Se le politiche adottate dai governi negli ultimi decenni hanno minato alla base l’intero sistema universitario italiano, la riforma Gelmini - assieme ai tagli operati in finanziaria – rischia di distruggere definitivamente il sistema dell’istruzione pubblica. Le numerose iniziative di protesta che si stanno svolgendo sul territorio nazionale ed il clima di incertezza che si respira negli atenei dimostrano come il momento sia decisivo per il futuro dell’università.
Viviamo quotidianamente e sulla nostra pelle le ricadute dei provvedimenti del governo. A causa dei continui tagli stiamo subendo l’ennesimo aumento delle tasse (343€, con un aumento di 70€ nel corso degli ultimi tre anni), la diminuzione dei servizi, l’inaccettabile inasprimento del numero chiuso e programmato (800 posti in meno messi a bando per le ammissioni 2010/2011), la diminuzione delle borse di studio e, soprattutto, la dequalificazione della didattica.
Il DDL Gelmini si propone di riformare l'università in maniera verticistica ed aziendale, riducendo gli spazi democratici degli atenei e permettendo la trasformazione delle università in fondazioni private. Mira a distruggere completamente il sistema di diritto allo studio, introducendo la squallida formula del prestito d'onore, trasformando sempre più l'università pubblica in un privilegio per pochi. Sul piano della ricerca - oltre alla drastica diminuzione dei fondi - il DDL blocca il reclutamento dei giovani ricercatori, abbandonandoli ad un futuro precario.
Negli ultimi anni, per far fronte ai continui tagli all’istruzione pubblica, i ricercatori hanno dovuto più volte farsi carico di lezioni e ore di didattica a titolo gratuito e volontario. Il loro status giuridico, infatti, non li obbliga a tenere lezioni, ma soltanto ad erogare "didattica integrativa", in modo che possano dedicarsi a tempo pieno all'attività di ricerca. Visto l'attacco sferrato dal DDL e la carenza di risorse economiche, i ricercatori in primavera hanno legittimamente dichiarato - come unico strumento di protesta a loro disposizione - l' indisponibilità a tenere corsi al di fuori degli obblighi di legge.
Male hanno fatto, allora, le facoltà ad approvare in primavera i manifesti degli studi e a dare inizio alle immatricolazioni pur sapendo che le risorse, umane ed economiche, per dare il via ai corsi non ci sarebbero state. Risorse che ancora oggi non ci sono. Infatti, le sei Facoltà dell’Unical non riescono a far partire regolarmente i propri anni accademici. Intanto è stato chiesto a tutti gli studenti di pagare la prima rata senza avere alcuna garanzia sulla copertura dei corsi e sulla qualità dell'offerta didattica.
Chiediamo, pertanto, che il pagamento della prima rata venga “temporaneamente sospeso” o quantomeno posticipato al 31 dicembre, in attesa che la situazione si stabilizzi.
Inoltre, proponiamo che si apra una discussione allargata con gli studenti al fine di costruire un fronte di lotta compatto, volto a bloccare seriamente e concretamente una riforma che non riteniamo emendabile e che deve essere rigettata nella sua totalità.
Il corpo accademico deve assumersi questa responsabilità nei confronti degli studenti, non avrebbe senso e non gioverebbe a nessuno garantire il regolare decorso dell’anno accademico in una situazione che precipita verso il baratro e che diventerebbe ancora più grave il prossimo anno.
Il dovere morale di tutti i soggetti universitari, oggi, è quello di difendere la natura pubblica dell'università, la qualità della stessa in termini di didattica e di ricerca, la funzione sociale dell’istruzione, il vero valore della conoscenza.
Costruiamo insieme un nuovo percorso di protesta nazionale partecipando alle prossime iniziative:
giovedì 7 ottobre - Assemblea Studentesca - Aula Filol8 ore 17:30
venerdì 8 ottobre - mobilitazione nazionale studentesca – Cosenza, piazza Loreto ore 9.00
sabato 16 ottobre – sciopero nazionale, manifestazione nazionale - Roma (adesioni e informazioni sugli autobus gratuiti presso la sede UDU-Controverso
martedì 5 ottobre 2010
lunedì 4 ottobre 2010
Assemblea Controverso (pubblica)

In difesa dell'Università Pubblica, per un nuovo autunno di lotta!
martedì 21 settembre 2010
NO ponte
Ad un anno di distanza dall’alluvione che ha colpito la zona sud di Messina, lasciando sul terreno 37 morti, e a parecchi mesi dalle frane che hanno interessato i paesi dei Nebrodi, le aspettative di messa in sicurezza e d’aiuto provenienti da quei territori sono largamente disattese. Le prime piogge autunnali, inoltre, hanno gettato nella paura i paesi già colpiti e messo in ginocchio Reggio Calabria. Al contrario, il progetto di costruzione del Ponte sullo Stretto ha proseguito il suo iter, un iter stanco, confuso e contraddittorio che, però, si propone all’intero territorio meridionale come un’ipoteca gravida di devastazioni e sprechi.
Di recente sono state diffuse le mappe relative ai raccordi, alle cave e alle discariche del Ponte sullo Stretto con le quali si delineano i cantieri e, quindi, si chiarisce che i disagi ad essi connessi non interesseranno, per quanto riguarda la sponda messinese, solo la zona di Torre Faro, bensì la città intera.
D’altronde le trivelle che, come funghi, spuntano un po’ dappertutto (oltre 100 quelle già messe in campo, secondo Ciucci) lo stanno a dimostrare. Ciò che viene prospettato agli abitanti di Messina per il futuro è, insomma, una città sottomessa agli interessi di Impregilo e soci, ridotta ad un colabrodo e con una viabilità impazzita, nella quale l’autorità sarà in buona misura in mano alla Stretto di Messina S.p.A., concessionaria del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per la progettazione, realizzazione e gestione del Ponte sullo Stretto di Messina. Lo dimostra la vicenda dei complessi residenziali di Via Circuito a Torre Faro, candidati ad ospitare le trivelle, posti sotto la minaccia dell’intervento delle Forze dell’Ordine.
Il popolo del NoPonte, dopo la bella e partecipata manifestazione del 28 agosto a Torre Faro, tornerà in piazza, per le strade di Messina, SABATO 2 OTTOBRE, a riconfermare l’assoluta contrarietà all’avvio dei cantieri e a chiedere con forza di intervenire per le vere priorità: il 75% del patrimonio abitativo messinese non è a norma contro il rischio sismico; gran parte delle scuole non ha nemmeno l’agibilità e versano in drammatiche condizioni igieniche e ambientali, mentre oltre l’80% dei comuni della provincia è a rischio idrogeologico. Inoltre, sulla sponda calabrese dello Stretto, la Costa Viola e tutta l’area di Villa San Giovanni-Cannitello sono a forte rischio sismico ed idrogeologico. Ebbene, con meno della metà di quanto la Società dello Stretto ha ingoiato in 20 anni (circa 500 milioni di euro spesi in “studi e progetti”) si potrebbero riqualificare case, scuole, ospedali e dare lavoro ad oltre 3.000 operai.
Dalla manifestazione nazionale, svoltasi a Cannitello, il 19 dicembre 2009, restano sempre attuali le principali priorità: 1) messa in sicurezza del territorio (sicurezza, d’altronde, era stata la parola più usata in campagna elettorale dagli stessi componenti del Governo, che hanno, però, ignorato gli allarmi lanciati dagli esperti e dagli abitanti); 2) ammodernamento del sistema viario; 3) potenziamento e ammodernamento della flotta marittima pubblica; 4) rifacimento delle condotte dell’acqua e gestione pubblica come bene comune non alienabile; 5) allestimento dei servizi essenziali fondamentali in ogni territorio, a partire da quelli sanitari.
Il nostro non sarà un corteo di commemorazione, ma una giornata di lotta: facciamo appello ai comitati locali, ai lavoratori, ai precari, ai disoccupati e ai cittadini tutti perché portino in questa manifestazione tutta la loro rabbia contro l’assurdo spreco di risorse pubbliche, mentre l’area dello Stretto sprofonda in una devastante crisi economica e ambientale.
Pretendiamo che i soldi destinati al Ponte vengano immediatamente utilizzati per mettere in sicurezza sismica ed idrogeologica i nostri territori perché i tragici eventi che hanno colpito Giampilieri, Scaletta e gli altri paesi della riviera Jonica non possano più ripetersi.
SABATO 2 OTTOBRE - CORTEO NO PONTE
ORE 16.00 PIAZZA CAIROLI (MESSINA)
In difesa dei beni comuni.
RETE NO PONTE
lunedì 20 settembre 2010
APPELLO ASSEMBLEA MOVIMENTI PER L’ACQUA

Noi donne e uomini dei movimenti sociali territoriali, della cittadinanza attiva, del mondo dell’associazionismo laico e religioso, delle forze sociali, sindacali e politiche, del mondo della scuola, della ricerca e dell’Università, del mondo della cultura e dell’arte, del mondo agricolo, delle comunità laiche e religiose
che in questi anni e in tutti i territori
-
abbiamo contrastato la privatizzazione del servizio idrico, perché sottrae alle collettività un diritto essenziale alla vita;
-
abbiamo promosso e partecipato, nel Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua o in altri percorsi, a iniziative ed azioni, socializzando i saperi e le esperienze, rafforzandoci reciprocamente, allargando la sensibilizzazione e il consenso;
-
abbiamo promosso con oltre 400.000 firme una legge d’iniziativa popolare per la ripubblicizzazione dell’acqua e la sua gestione partecipativa;
-
abbiamo promosso mobilitazioni territoriali, manifestazioni nazionali e appuntamenti internazionali per riappropriarci di ciò che a tutti appartiene, per garantire a tutte e tutti un diritto universale, per preservare un bene comune per le future generazioni, per tutelare una risorsa naturale fondamentale;
-
abbiamo promosso una campagna referendaria che si è conclusa con lo straordinario risultato di oltre un milione e quattrocentomila firme raccolte;
consapevoli del fatto che
-
il voto referendario apre una stagione decisiva per l’affermazione dell’acqua bene comune e della sua gestione pubblica e partecipativa;
-
la battaglia dell’acqua è assieme una battaglia contro il pensiero unico del mercato e per una nuova idea di democrazia;
-
la privatizzazione e la mercificazione dell’acqua e del servizio idrico è incompatibile con conservazione della risorsa acqua, degli ecosistemi e più in generale dell’ambiente;
-
una vittoria ai referendum della prossima primavera potrà aprire nuove speranze per un diverso modello economico e sociale, basato sui diritti, sui beni comuni e sulla partecipazione diretta delle persone;
facciamo appello
a tutte le donne e gli uomini di questo paese
perché, in questi mesi che ci porteranno al referendum si apra una grande stagione di sensibilizzazione sociale sul tema dell’acqua, e si produca, ciascuno nella sua realtà e con le sue attitudini e potenzialità, uno straordinario sforzo di comunicazione sull’importanza della vertenza in corso e sulla necessità del coinvolgimento di tutto il popolo italiano, con l’obiettivo di arrivare all’affermazione dei tre referendum abrogativi.
Tutte e tutti assieme possiamo affermare l’acqua come bene comune, sottrarla alle logiche del mercato, restituirla alla gestione partecipativa delle comunità locali.
Tutte e tutti assieme siamo coinvolti nel problema e possiamo divenire parte della soluzione.
Il tempo è ora. Perché si scrive acqua e si legge democrazia.
Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua
Comitato Promotore dei referendum per l'Acqua Pubblica
mercoledì 15 settembre 2010
sabato 4 settembre 2010
Assemblea Controverso
Sede Udu Cosenza, ponte pedonale, zona segreterie.
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
domenica 6 giugno 2010
Verso l'Assemblea Generale d'Ateneo dell'UNICAL
ore 10.30 - AULA MAGNA - Università della CALABRIA.
(d)Istruzione Universitaria
Il nuovo disegno di legge Gelmini in materia di Università costituisce l’ultima (e probabilmente definitiva) tappa di un lento e progressivo processo di smantellamento del sistema universitario pubblico italiano, cominciato dieci anni or sono, con il cosiddetto processo di Bologna (1999).
Ricostruendo le fasi di questo percorso, ci si può accorgere di quanto siano stati deludenti i risultati raggiunti rispetto agli obiettivi che ci si prefiggeva con le varie riforme e di come, invece, stia prendendo corpo una creatura mostruosa che ha perso la vocazione umanistica del modello humboldtiano di Università.
Si può intravedere il complesso intreccio di trame, appetiti ed interessi che si stanno addensando così insistentemente attorno al mondo universitario; rispondono alle stesse logiche che stanno dietro al tentativo di privatizzazione di altri beni pubblici fondamentali quali l’acqua.
Questa logica è semplice: tutto è business e per comprare a buon mercato un bene pubblico, bisogna prima mandarlo in fallimento e poi svenderlo ad una cordata di imprenditori “coraggiosi”.