Elezioni Cnsu 2013 Studenti Indipendenti
martedì 25 ottobre 2011
venerdì 14 ottobre 2011
Comunicato stampa sul nuovo statuto d'Ateneo
La bozza del nuovo
statuto è stata ufficialmente licenziata dalla commissione. spetterà ora al
Senato approvarla definitivamente
prima della ratifica ufficiale del ministero. Si chiude nel silenzio, nell'apatia
culturale e politica che caratterizza oramai l'Unical, una delle pagine più
buie della storia del nostro ateneo. Non ci abitueremo mai ai metodi di
Latorre, alla sua autorità. Ma le responsabilità di quanto accaduto non possono
che ricadere sull'itera comunità accademica. Pochissime sono state, infatti, le
voci di dissenso rispetto alla gestione complessiva della cosiddetta “questione
statuto”, pochi membri della commissione hanno effettivamente manifestato
allarme, soltanto un gruppo informale di docenti ha avanzato delle proposte,
senza però incidere concretamente nelle decisioni della commissione. Noi
studenti di Controverso abbiamo cercato di costruire in questi mesi un percorso
di discussione e partecipazione, arrivando a
protocollare una richiesta formale di un'audizione, pubblica ed aperta
agli studenti, con delle proposte concrete. Non ci siamo fermati solo sulla
carta dei diritti delle studentesse e degli studenti, ma siamo entrati nel
merito delle questioni riguardanti la governance dell'ateneo, la didattica, la
democrazia e la rappresentanza, la partecipazione attiva e diretta degli
studenti. Ci siamo scontrati con la chiusura totale del rettore e della
commissione rispetto a qualsiasi tentativo di confronto, con una rappresentanza
studentesca ipocritamente silente, che risponde solo ai dettami del palazzo e
non alle istanze della base. Il risultato è una bozza di statuto infelice,
piena di incongruenza ed errori, che addirittura supera le nefandezze contenute
nella legge Gelmini e concretizza il modello di università-azienda, proposto ed
attuato da Latorre nei suoi tredici anni di mandato. Ci troveremo di fronte ad
un' università “monarchica”,con un'oligarchia di potere a lungo termine, in cui
il Consiglio d'Amministrazione avrà pieni poteri e, tramite il cosiddetto
“listino”, potrà essere facilmente egemonizzato dal rettore. Dall'altra parte e
contrariamente ad ogni logica democratica, non si prevedono efficaci strumenti
di controllo in mano al Senato
Accademico, sulla cui composizione, tra l'altro, la bozza dello statuto si
dimostra contraddittoria. Ci troveremo stranamente di fronte ad un'università
più macchinosa, conservatrice, baronale, elefantiaca.
La sola cosa certa, a questo
punto, è che questo statuto non nasce in un clima di collaborazione e fattiva
partecipazione tra le varie componenti dell'ateneo, ma all'interno di una
stanza chiusa (anche rumoreggiante, viste le uscite pubbliche di alcuni membri
della commissione). E dato
che non amiamo le stanze chiuse,
chiediamo che l'approvazione finale del nuovo statuto passi, come già successo
in altre università, per un referendum aperto a tutta la comunità
accademica(studenti in primis), che consenta di modificare lo statuto in un
clima democratico e di effettiva partecipazione. Facciamo, altresì, appello
alle forze “dissidenti” dell'Unical per la costruzione - nei prossimi giorni e
prima dell'approvazione in senato accademico - di un percorso assembleare
aperto, volto a contrastare l'approvazione di uno statuto non degno di
un'università democratica.
giovedì 6 ottobre 2011
martedì 4 ottobre 2011
Sit-in giovedì 6 ottobre - Pensiline Unical
CONTRO l'aumento del costo dei trasporti
Se sono uno studente ed abito a Quattromiglia per andare a Cosenza a comprare, ad esempio, un paio di scarpe compro un biglietto da 90 minuti che mi verrà a costare 1.20 euro. Al ritorno, finito ormai il termine dei 90 minuti, sono costretta/o a comprare un altro biglietto da 1.20, spendendo nell’arco della mia giornata 2.40 euro solo per i trasporti pubblici.
Se invece io volessi avere la comodità di viaggiare tutto il giorno spenderei 3.00 euro per un biglietto giornaliero, 3.00 euro di trasporti al giorno per 30 giorni sono 90 euro al mese. In media uno studente universitario spende per viaggiare da Cosenza all’università dai 25 ai 90 euro al mese. L’ aumento del costo dei trasporti pubblici rappresenta una spada di Damocle soprattutto per noi studenti che non percepiamo un reddito, pesiamo sul reddito della nostra famiglia e rappresentiamo coloro che usufruiscono maggiormente dei trasporti pubblici. Gli aumenti dei costi dei trasporti sono dovuti ai tagli previsti dal finanziamento nazionale che è passato da 1,9 miliardi di euro a 400 milioni, questo enorme taglio di circa 1,5 miliardi sta mettendo in ginocchio le anche aziende dei trasporti pubblici locali, producendo servizi meno efficienti rispetto a quelli esistenti, che già lasciavano tanto a desiderare. La condizione dei trasporti cittadini-universitari è già da tempo drammatica, a causa dell’assenza di un piano dei trasporti che provoca “corse fantasma” e non agevola la mobilità degli studenti e ostacola l’interazione con la città in cui studiano.
Non è concepibile che ci sia una sola corsa ogni ora dall’Università a Cosenza e viceversa e che ci sia una sola corsa notturna, spesso “fantasma”. Questi disservizi si aggiungono all’aumento del costo dei biglietti, quindi “più soldi e meno servizi”. Sarebbe bello che anche qui a Cosenza, come succede in atre città italiane, gli studenti fossero beneficiari di agevolazioni sulla mobilità. Pretendiamo quindi una riduzione del costo sull’abbonamento mensile del 50% e di ripristinare il costo del biglietto giornaliero a 2,00 euro. Pretendiamo inoltre maggiore qualità del servizio: un numero maggiore di corse giornaliere e l’attivazione di più corse notturne che coprano una fascia oraria maggiore (è ridicolo che l’ultima corsa notturna sia alle 23:30). Tutto ciò dovrebbe rientrare all’interno di un piano dei trasporti che le città di Rende e Cosenza non prevedono. Quanto detto costituisce semplicemente la base di partenza di un piano dei trasporti che funzioni correttamente non costringendo gli studenti a compiere interminabili tragitti a piedi o a munirsi di un’automobile (cosa che di certo non favorisce la sostenibilità ambientale, anche perché il tratto stradale Quattromiglia-Università è il più trafficato della città) per far fronte alle carenza di questo sistema di mobilità.
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