martedì 4 ottobre 2011

Sit-in giovedì 6 ottobre - Pensiline Unical

CONTRO l'aumento del costo dei trasporti 

Se sono uno studente ed abito a Quattromiglia per andare a Cosenza a comprare, ad esempio, un paio di scarpe compro un biglietto da 90 minuti che mi verrà a costare 1.20 euro. Al ritorno, finito ormai il termine dei 90 minuti, sono costretta/o a comprare un altro biglietto da 1.20, spendendo nell’arco della mia giornata 2.40 euro solo per i trasporti pubblici. 

Se invece io volessi avere la comodità di viaggiare tutto il giorno spenderei 3.00 euro per un biglietto giornaliero, 3.00 euro di trasporti al giorno per 30 giorni sono 90 euro al mese. In media uno studente universitario spende per viaggiare da Cosenza all’università dai 25 ai 90 euro al mese. L’ aumento del costo dei trasporti pubblici rappresenta una spada di Damocle soprattutto per noi studenti che non percepiamo un reddito, pesiamo sul reddito della nostra famiglia e rappresentiamo coloro che usufruiscono maggiormente dei trasporti pubblici. Gli aumenti dei costi dei trasporti sono dovuti ai tagli previsti dal finanziamento nazionale che è passato da 1,9 miliardi di euro a 400 milioni, questo enorme taglio di circa 1,5 miliardi sta mettendo in ginocchio le anche aziende dei trasporti pubblici locali, producendo servizi meno efficienti rispetto a quelli esistenti, che già lasciavano tanto a desiderare. La condizione dei trasporti cittadini-universitari è già da tempo drammatica, a causa dell’assenza di un piano dei trasporti che provoca “corse fantasma” e non agevola la mobilità degli studenti e ostacola l’interazione con la città in cui studiano. 

Non è concepibile che ci sia una sola corsa ogni ora dall’Università a Cosenza e viceversa e che ci sia una sola corsa notturna, spesso “fantasma”. Questi disservizi si aggiungono all’aumento del costo dei biglietti, quindi “più soldi e meno servizi”. Sarebbe bello che anche qui a Cosenza, come succede in atre città italiane, gli studenti fossero beneficiari di agevolazioni sulla mobilità. Pretendiamo quindi una riduzione del costo sull’abbonamento mensile del 50% e di ripristinare il costo del biglietto giornaliero a 2,00 euro. Pretendiamo inoltre maggiore qualità del servizio: un numero maggiore di corse giornaliere e l’attivazione di più corse notturne che coprano una fascia oraria maggiore (è ridicolo che l’ultima corsa notturna sia alle 23:30). Tutto ciò dovrebbe rientrare all’interno di un piano dei trasporti che le città di Rende e Cosenza non prevedono. Quanto detto costituisce semplicemente la base di partenza di un piano dei trasporti che funzioni correttamente non costringendo gli studenti a compiere interminabili tragitti a piedi o a munirsi di un’automobile (cosa che di certo non favorisce la sostenibilità ambientale, anche perché il tratto stradale Quattromiglia-Università è il più trafficato della città) per far fronte alle carenza di questo sistema di mobilità.

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