Increduli feriti ed indignati, non possiamo che stringerci in un abbraccio fraterno attorno ai compagni Guerino, a Roberto, ad Enrico e alla loro famiglia per la drammatica morte del padre Franco Nisticò, avvenuta in occasione della manifestazione No Ponte del 19 dicembre 2009.
Inconcepibile morire in piazza a causa dell’assenza di un presidio sanitario e di un’ambulanza adeguatamente attrezzata, la cui presenza invece era stata prevista.
«L’unico ponte da costruire è quello tra le generazioni passate e quelle future».
L’ultimo discorso di Franco oggi appare come un testamento ideologico e lascia a tutti la responsabilità di impedire che tali parole cadano nel vuoto. A noi resta la rabbia per una morte forse evitabile e la determinazione e la voglia di continuare quel percorso di lotta che ci lega agli uomini come Franco che non hanno mai chinato la testa di fronte a niente.
«SOLO LA LOTTA PAGA». È questo l’unico modo per salvare la nostra Terra.
Difficile dire qualsiasi cosa ora, ma una tragedia come questa impone che siano verificate le responsabilità di ciascuno.
A seguire il link all'articolo de il Manifesto che ci sembra riportare la descrizione più obiettiva dei fatti:
Elezioni Cnsu 2013 Studenti Indipendenti
domenica 20 dicembre 2009
Un abbraccio
giovedì 10 dicembre 2009
Il Ponte é Cosa Nostra

mercoledì 9 dicembre 2009
lunedì 7 dicembre 2009
Forum ambientale - Lamezia 6 dicembre

Oltre duecento persone a rappresentare 80 associazioni sparse sul territorio calabrese si sono confrontate per l’intera giornata oggi a Lamezia Terme nei locali del centro Agroalimentare ed hanno rivendicato una reale attenzione sui tanti drammi che interessano la nostra regione. Ad iniziare dalle emergenze che caratterizzano la città di Crotone il cui territorio è stato letteralmente violentato nel corso degli anni. Una consapevolezza che ha già portato in piazza nella città pitagorica migliaia di cittadini il 3 ottobre. E che ha spinto il Forum a formulare una richiesta ben precisa: “Dovrà essere lo Stato a pagare la bonifica”.
“Vi è la necessità – hanno dichiarato gli organizzatori – di acquisire per avviare poi una piattaforma rivendicativa consapevole quante più informazioni possibili sulle problematiche ambientali legate ai territori interessati dalla contaminazione di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi. Per questo occorre dotarsi fin da subito di tutti gli strumenti necessari ad approfondire indagini ambientali, epidemiologiche e tossicologiche. Ma non solo. Occorre anche verificare le eventuali responsabilità civili, penali politiche ed amministrative per i disastrosi danni arrecati alla Calabria e alla salute dei suoi cittadini”.

Il no al ponte sullo stretto di Messina, resta tra le battaglie principali del Forum che verrà ribadito con la partecipazione massiccia alla manifestazione del 19 dicembre prossimo a Villa San Giovanni. “Il nostro impegno – affermano a questo proposito – resta pieno nel difendere ad oltranza tutti i beni comuni del nostro territorio ad iniziare dall’area dello stretto che verrebbe devastato con la realizzazione del ponte”.
venerdì 4 dicembre 2009
Documento finale - Assemblea di Ateneo dell'Unical del 02/12/2009
I tagli prodotti dalla legge 133/08 e i successivi provvedimenti adottati attraverso la legge 1/09 hanno fatto da prologo alle ultime manovre governative, con le quali si ridimensionano ulteriormente i fondi e si riforma la governance degli Atenei, stravolgendo la natura del sistema universitario pubblico.
Se la legge 133/08 prevedeva la facoltà, a carico degli Atenei in deficit di bilancio, di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, la legge 1/09 ha inserito il concetto di “virtuosità”, elemento che determina, sulla base di criteri meramente economici, le modalità di ripartizione del fondo di finanziamento tra le Università statali. Questi provvedimenti governativi, quindi, attraverso una scriteriata politica di tagli e redistribuzione dei finanziamenti (a beneficio dei soli Atenei “virtuosi”), hanno spianato la strada ad un processo di diversificazione tra università di serie A e di serie B.
Il nuovo Disegno di Legge, affidandosi ad un criterio di discrezionalità non ben definito (sia per quanto riguarda le modalità di designazione dei componenti dei vari organi, sia per quanto riguarda i criteri di valutazione di merito degli Atenei) rischia di gettare nel caos finanziario le Università italiane e mettere definitivamente in crisi il concetto stesso di sistema universitario pubblico.
A riprova di ciò, tra i principi che regolamentano la nota 160 e il nuovo DdL c'è la restrizione della spesa pubblica in favore di una “competizione al meglio” tra Atenei. Questa competitività dovrebbe dipendere direttamente dalla capacità di autogoverno degli Atenei, in termini di efficienza amministrativa ed efficacia in fatto di formazione e ricerca.
In tutto questo si dimentica completamente il valore sociale delle stesse Università.
Tali politiche vanno inserite nell'ottica più ampia del completo smantellamento di stato sociale, servizi, infrastrutture, sanità, energia e beni comuni del Paese.
L'obiettivo reale che sta alla base di queste riforme è quello di “sgravare” lo stato dalla gestione finanziaria del sistema di formazione e di ricerca pubblico, consegnando le nostre università ai privati e ai loro capitali.
Questa manovra “lacrime e sangue”, propagandata dalla classe dirigente come soluzione inevitabile per far fronte alla crisi economica, sta di fatto incrementando la soglia di povertà e di precarietà, negando inoltre ad ampie fasce della popolazione anche il diritto allo studio.
A fronte del sacrificio delle classi sociali più deboli, si registra invece l'aumento dei finanziamenti statali a banchieri, imprese e scuole private.
Come al solito si privatizzano gli utili e si socializzano solo le perdite.
Noi ci opponiamo totalmente alla sottomissione dell'Università alle logiche economiche.
Mentre resta viva la discussione sui devastanti effetti dei tagli della legge 133/08 che – ci teniamo a precisarlo – non si sono ancora manifestati in tutta la loro brutalità, la suddetta opera di distruzione viene, in questo nuovo Disegno di Legge, perpetrata attraverso una serie di preoccupanti misure.
1. Riforma della governance universitaria in quattro punti:
- esautorazione del Senato Accademico, a fronte di un Consiglio di Amministrazione che di fatto detiene i poteri esecutivi, amministrativi, gestionali dell'Ateneo;
- ridimensionamento dell'organico del CdA (max 11 membri);
- introduzione di soggetti esterni all'Ateneo nel CdA (almeno il 40%);
- riorganizzazione strutturale, basata su organismi di coordinamento che andrebbero a sostituire le attuali Facoltà, le cui funzioni sarebbero completamente assorbite dai singoli dipartimenti.
2. Possibilità di fusione o federazione tra Atenei o enti operanti nel settore della ricerca e dell'alta formazione, la cui natura (pubblica o privata) non viene chiaramente definita.
3. Istituzione di un “Fondo speciale per il merito finalizzato a promuovere l'eccellenza e il merito fra gli studenti”, affidato alla società per azioni CONSAP ed alimentato da versamenti effettuati a “titolo spontaneo e solidale” da privati, società, enti e fondazioni, finalizzato alla concessione di buoni studio e prestiti d'onore.
Con questo meccanismo si introduce un nuovo concetto di diritto allo studio basato sulla “premialità”, valutata mediante la partecipazione ad un test nazionale standard, previo pagamento di una tassa di partecipazione e superamento della prova medesima; s’introduce altresì l'incentivazione del ricorso al prestito d'onore per il mantenimento del negato diritto allo studio, producendo l’aumento del fenomeno di indebitamento degli studenti in un già dissestato quadro di sistemica crisi economica e precarietà diffusa.
Noi pensiamo che l'Università abbia in primo luogo un forte valore sociale, che appartenga a chi vi lavora e la vive quotidianamente, non certamente a chi la intende semplicemente come occasione di profitto.
Non vogliamo che l'Università sia assoggettata a logiche di gestione aziendale, ci opponiamo all’idea che i privati possano decidere della nostra didattica e della nostra ricerca, rifiutiamo insomma che divenga ulteriormente schiava del sistema mercato.
Siamo consapevoli, la nostra sarà una lotta né breve né facile, ma sistematica e di lunga durata
L'università è un bene pubblico e tale deve rimanere in rispetto della sua funzione sociale: luogo e momento di crescita nonché di scambio, confronto e incontro della multiculturalità e dei saperi liberi.
Per tutte le motivazioni sopra esposte l'Assemblea di Ateneo dell’Unical dichiara lo stato di agitazione permanente e avanza le seguenti richieste:
1. che l'Università si dichiari ufficialmente contrario al DdL Gelmini, richiedendone il ritiro in blocco, respingendo altresì le indicazioni di adeguamento contenute nella nota ministeriale 160 del 4 settembre 2009, rigettandone l'impianto politico ed ideologico che ne sta alla base e qualsiasi altro futuro provvedimento teso ad accelerare il processo di perversa trasformazione in corso. È necessaria, piuttosto, una seria riforma dell’intero sistema universitario, anche in materia di contratti di ricerca, ripartendo da nuove basi e quindi rigettando in blocco le attuali leggi;
2. che i Consigli di Facoltà e il Senato Accademico si pronuncino e prendano una posizione chiara e precisa sulle leggi 133/08, 1/09, nota ministeriale 160/09 e nuovo DdL Gelmini.
Si richiede inoltre che tale posizione venga portata in seno alla CRUI;
3. che i Consigli di Facoltà non attuino la nota 160, evitando quindi di assecondare questa politica governativa e rimandando, di fatto, le responsabilità della stessa nota a chi l'ha concepita;
4. che si rigettino, in particolare, le attuali disposizioni in materia di assunzione del personale universitario, provvedendo alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari dell’Università;
5. che gli studenti e il personale universitario tutto aderiscano allo sciopero indetto per l'11 dicembre 2009 e alla contestuale manifestazione nazionale.
L’Assemblea di Ateneo, inoltre, si propone:
la costruzione di importanti momenti di sensibilizzazione e controinformazione, da realizzarsi sia all’interno dell’Ateneo che al di fuori del contesto universitario;
la creazione di momenti d’incontro con le altre realtà sociali di lotta del mondo del lavoro e del “non lavoro”;
conseguentemente la generalizzazione del conflitto e delle lotte sociali.
lunedì 30 novembre 2009
venerdì 13 novembre 2009
REPORT - INCONTRO ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CALABRESI
DECISIONI MATURATE: Mobilitazione per Manifestazione “No Ponte” del 19 dicembre, Costituzione di un Forum ambientalista regionale del 6 dicembre e sit- in davanti le prefetture il 23 novembre.
Si è svolto a Lamezia Terme il 10.11.2009 il primo incontro-contatto tra alcune delle maggiori associazioni e comitati ambientalisti che hanno partecipato attivamente alla manifestazione di Amantea del 24 ottobre scorso contro l’avvelenamento della Calabria e la distruzione sistematica delle sue risorse ambientali.
Nel corso dell’incontro si sono affrontate principalmente tematiche legate al rilancio dell’attività dei movimenti ambientalisti proprio dopo il successo della manifestazione di Amantea che ha portato in piazza oltre 30 mila persone.
In particolare si è proposto di avviare una serie di iniziative tese a mantenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali che interessano la Calabria ad iniziare dalle tante vicende di avvelenamento del territorio in svariati siti della nostra regione vedasi tra gli altri Crotone, Praia a Mare, la Vallata del torrente Oliva, la Sibaritide e l’Aspromonte. Inoltre è stato posto l’accento sulla grave minaccia per l’ecosistema calabrese che rappresenta la realizzazione annunciata dal Governo centrale del ponte sullo Stretto di Messina. A questo proposito si è ribadito ed è stato accettato da tutte le delegazioni presenti all’incontro la necessità di rilanciare la manifestazione di protesta contro la realizzazione del ponte del prossimo 19 dicembre a Villa San Giovanni attraverso una serie di azioni di promozione dell’evento da realizzare in tutta la Calabria. Nello stesso incontro si è stabilito di Costituire un Forum permanente ambientalista regionale fissando un primo appuntamento al 6 dicembre prossimo a Lamezia Terme. Questa iniziativa, secondo gli intervenuti, permetterà tra l’altro di affrontare in un'unica sede le svariate emergenze ambientali che interessano la Calabria. Proprio a questo fine si è deciso di istituire, in quella sede, alcune commissioni che si occuperanno direttamente dei problemi ambientali raggruppandoli per aree tematiche (Acqua e beni comuni; Navi dei veleni e rifiuti tossici; Ponte sullo stretto ed infrastrutture; Ciclo dei rifiuti ed energie). Si è sostenuto che il Forum permetterà anche di discutere le seguenti problematiche:
1) Preparazione di un LIBRO BIANCO sulla Calabria. Per cui si chiede a tutti i partecipanti di portare una descrizione dettagliata dei problemi ambientali del proprio paese.
2) Adesione, organizzazione e partecipazione alla manifestazione del 19 dicembre a Villa san Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
3) Movimento futuro. Discussione sul che fare dopo .
Inoltre nel corso della discussione si è deciso di organizzare per il prossimo lunedì 23 novembre un sit-in da effettuare in contemporanea davanti alle cinque prefetture calabresi per presentare una piattaforma unica di rivendicazione sulle varie emergenze che interessano la Calabria. A questo fine è stato deciso di realizzare un documento unico di rivendicazione da distribuire in quella occasione. Un altro documento, invece, sarà redatto per lanciare un appello per partecipare al Forum ambientalista di Lamezia Terme.
Hanno partecipato a questo primo incontro preparatorio del Forum dei Movimenti Ambientalisti le seguenti associazioni:
Comitato Civico Natale De Grazia / Movimento Ambientalista del Tirreno /Forum Ambientalista / Beni Comuni Cosenza / Rosso Cetraro / Ass. Paolab / Ass.Confronti / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Cib Unicobas / ARCI Crotone/Movimento "Terra, Aria, Acqua e Libertà" Crotone / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale "Filol.8 – Azioni Manifeste" / Collettivo Universitario "P2 - Occupata" / Progetto Universitario Unical - "Ateneo Controverso" / Associazione Universitaria "Udu Cosenza" / FORA di Cosenza / CPo Rialzo / Collettivo Evasione / c.s.o.a. “A.Cartella” / TerritoRioT / Rete No Ponte / Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/
LAMEZIA TERME 10.11.2009
mercoledì 11 novembre 2009
Nota stampa sul DDL (Distruzione Definitiva Letale) Gelmini sull’università
Nota stampa sul DDL (Distruzione Definitiva Letale) Gelmini sull’università
A un anno dalle mobilitazioni studentesche assistiamo all’attacco definitivo alla natura pubblica del Sistema Universitario Italiano. Si tratta di un attacco su più fronti ben più grave e articolato della L.133/08, che aveva tagliato 1.500.000.000 € al sistema universitario e che rendeva altresì possibile la trasformazione degli Atenei in fondazioni private. In un contesto nel quale le Università italiane sono in ginocchio e rischiano il dissesto economico, a causa dei tagli del Governo Berlusconi, il Consiglio dei Ministri del 28 ottobre scorso ha approvato il Disegno di Legge Gelmini e con la sua approvazione il “governo Berlusconi”, senza alcun vero dibattito parlamentare ed a costo zero per lo Stato, avrà una delega a modificare liberamente la legislazione in materia di diritto allo studio e le università avranno 9 mesi di tempo per adeguarsi ai gravissimi provvedimenti contenuti nel testo di legge. La “pseudo-riforma” della Ministra Gelmini porta alle estreme conseguenze il progetto latente (messo in atto soprattutto dalla vecchia Ministra Moratti) di asservimento totale a logiche aziendalistiche dell’intero Sistema Universitario Italiano. Si parte da una radicale trasformazione della Governance con l’ingresso preponderante dei privati nei Consigli di Amministrazione degli Atenei: il 40% dei membri potrà essere, infatti, “nominato” tra privati direttamente dal Rettore (che diventerà sempre di più un sultano/monarca).
Nel DDL Gelmini esistono gli stessi principi di gestione anche per il Diritto allo Studio che si tradurrà in “prestiti d’onore” e “premi speciali per il merito”. Il Ministero anziché preoccuparsi di assicurare la copertura finanziaria totale per le borse di studio, eliminando così la figura dell’idoneo non beneficiario, incentiva il paradossale ricorso al “prestito d’onore” facendo passare per meritocrazia l’indebitamento cronico degli studenti per assicurarsi una formazione. Allo stesso modo assistiamo all’istituzione di un Fondo Speciale per il Merito, di cui non è dato sapere né l’entità né la provenienza, che verrà gestito da un “Società per Azioni”. (la Consap spa) ed a cui si accederà sostenendo un test standard nazionale a crocette, previo pagamento di una tassa d’iscrizione. A questo Fondo potranno contribuire dei “privati” vincolando di fatto i propri capitali/investimenti (e tutto ciò è esplicitamente dichiarato nel testo di legge) con la finalità di costruire una didattica ed una ricerca sempre più strumentali ai propri interessi economici. Cresce fortemente la preoccupazione rispetto al ruolo sempre più rilevante che assumeranno i privati nell’erogazione di “servizi”, oggi pubblici e statali. In questo quadro si inserisce, ancora, la pseudo-riforma dei sistemi concorsuali che rimarranno strettamente in mano dei docenti ordinari, come se per risolvere il problema dei “baroni” si facesse decidere concretamente agli stessi baroni delle nostre Università. Tutto ciò si traduce in una vera e propria istituzionalizzazione normativa della figura dei “ricercatori precari a tempo determinato” e quindi in una precarizzazione totale e permanente delle ricerca.
Il nuovo DDL Gelmini, con illuminazioni provenienti anche dal mondo accademico (Milanesi docet), vara seri interventi di delegificazione degli organi di governo. Si rischia la chiusura delle Facoltà poiché i Dipartimenti avranno poteri su tutto (poteri che sono, oggi, affidati alle facoltà) e potranno decidere se organizzarsi in strutture di coordinamento chiamate “facoltà” o “scuole”. Il progetto di delegificazione offrirà, inoltre, la possibilità agli Atenei italiani (soprattutto a quelli piccoli e dissestati economicamente) di “confederarsi” con “Enti” di cui non si specifica la natura (pubblici?, privati?, chissà?), mettendo così in moto un meccanismo perverso e pericoloso ed una guerra tra poveri.
Un paese come l’Italia di oggi, fortemente in declino sia dal punto di vista economico sia da quello civile e culturale, ha assoluto bisogno di conoscenza. La ricerca, la formazione, il sapere libero sono le uniche risorse di cui disponiamo e su cui possiamo costruire una speranza per il futuro. Crediamo davvero di poter uscire dalla crisi senza l’università pubblica? Abolire l’università pubblica, come di fatto propone il governo, significa sostanzialmente rassegnarsi in maniera definitiva al declino del nostro paese e alla sconfitta della nostra generazione. Berlusconi, Gelmini e Tremonti ci chiedono di arrenderci, dare per persa la nostra battaglia per il futuro e mettere in liquidazione ciò che resta dell’Italia, lasciando che i loro amici si spartiscano il bottino tra le macerie. No, grazie! Siamo arrivati al momento decisivo. Si tratta del più grande attacco mai subito dall’università italiana nella sua storia, vogliono chiudere per sempre il capitolo della didattica di qualità per tutti e della ricerca libera da condizionamenti economici ed ideologici.
O ci mobilitiamo adesso, o il prossimo ottobre non ci sarà più nessuna università da difendere! Diamoci una svegliata. Il futuro ha bisogno di sapere libero, noi siamo qui per questo.
Loro sono la crisi, noi la soluzione. Se la riforma sarà approvata, in 9 mesi sarà partorito il mostro della privatizzazione.
Impediamo il concepimento, l’unica precauzione in questo caso siamo noi. Protesta anticoncezionale!
ASSEMBLEA STUDENTESCA APERTA,
Giovedì 12/11/2009, ore 17.00 – AULA FILOL.8 (Cubo 28/B)
CONTROVERSO
ateneocontroverso@gmail.com, http://www.ateneocontroverso.blogspot.com/
venerdì 23 ottobre 2009
giovedì 15 ottobre 2009
venerdì 17 luglio 2009
sabato 11 luglio 2009
mercoledì 24 giugno 2009
lunedì 15 giugno 2009
lunedì 15 giugno
mercoledì 10 giugno 2009
venerdì 5 giugno 2009
Calendario iniziative
LUNEDI 8 Giugno: dalle ore 13:00 sit-in pensiline economia
Microfono aperto, candidati e studenti si confrontano sulla proposta programmatica;
MARTEDI 9 Giugno: dalle ore 11:00 sit-in zona mensa ingegneria,
Microfono aperto, diamo voce al nostro modo di concepire la rappresentanza;
alle ore 16.00 assemblea riunione aula F1, cubo
i candidati e tutti coloro che sostengono CONTROVERSO si incontrano per organizzare al meglio gli ultimi giorni di campagna elettorale;
MERCOLEDI 10 Giugno: dalle ore 13:00 sit-in zona mensa economia,
dalle 22:00 festa CONTROVERSO in luogo da definire.
eventuali modifiche saranno tempestivamente pubblicate qui sul blog.
giovedì 4 giugno 2009
proposta programmatica controverso
mercoledì 3 giugno 2009
Assemblea/riunione!
Si discuterà del programma politico-elettorale della lista e delle eventuali iniziative da portare avanti prima delle elezioni. FATE PASSAPAROLA!
giovedì 28 maggio 2009
mercoledì 20 maggio 2009
FERMENTI CONTROVERSO
domani giovedì 21 maggio alle 17.30 nell'aula 32b della
Facoltà di Ingegneria si svolgerà una assemblea aperta per
presentare la linea politica-programmatica della lista
CONTROVERSO
siamo tutti invitati a partecipare
martedì 19 maggio 2009
la torta quest'anno a qualcuno scenderà un pò di traverso!!!
in vista del prossimo Consiglio di Amministrazione - convocato per giorno 18/05/2009 - in cui si discuteranno anche le proposte
che avanzerà la Commissione Affari Generali, relative ai potenziali finanziamenti da destinare alle Associazioni studentesche iscritte all'Albo (che ne hanno fatto richiesta con progetti regolarmente presentati secondo scadenza)
Si chiedono chiarimenti in merito alla mancata convocazione, alla data di oggi 15/05/2009, della sottocommissione affari generali
(secondo quanto stabilito, invece, dall'art.10 del Regolamento delle Associazioni studentesche)
che doveva riunirsi per affrontare, con una discussione allargata anche ai membri del Consiglio degli Studenti,
la disamina e valutazione dei vari progetti presentati, arrivando inoltre ad una sintesi di proposta generale largamente condivisa.
Sperando, pertanto, che si proceda ad una regolare, equa e trasparente valutazione dei progetti con relativi finanziamenti,
La invitiamo a prendere in dovuta considerazione la presente e-mail poichè ci si auspica,
come più volte proposto pubblicamente negli scorsi anni (ma con scarsi risultati),
un ribaltamento totale delle logiche che hanno spinto i membri della Commissione preposta
a limitarsi ad una spartizione inaccettabile dei fondi, in barba al regolamento, e prendendo in considerazione
(molto spesso) solo le Associazioni di appartenenza dei rappresentanti degli studenti seduti in CDA e quelle a loro collegate.
Più volte ci siamo trovati a "denunciare" questo stato di cose, anche perchè non è accettabile
pensare che esistano associazioni di serie A ed altre di serie B e C, frutto di una non meritocratica ed equa
valutazione dei progetti presentati.
Più volte ci siamo, inoltre, imbattutti in richieste scritte e formali (regolarmente protocollate) di chiarimenti e delucidazioni - inoltrate alla Commissione Affari Generali - rimaste sempre disattese e/o inascoltate!
Più volte abbiamo ribadito la nostra posizione in merito: in prima istanza, proponendo l'indizione annuale di un bando chiaro con principi e criteri trasparenti ed equi volti alla reale considerazione, valutazione dei progetti e quindi assegnazione delle risorse in base alla validità e fattibilità di tutti i progetti presentati; in seconda istanza, chiedendo di destinare o mutuare - in parte - il capitolo di spesa, destinato alle associazioni, in un fondo anti-crisi volto a sostenere gli studenti con grosse difficoltà economiche e familiari.
Concludendo la presente nota, esprimiamo la nostra netta contrarietà
affinchè l'approvazione dei progetti e dei loro finanziamenti avvenga proprio
durante questo periodo così delicato della vita democratica del nostro Ateneo,
ormai alla vigilia della prossima tornata elettorale per il rinnovo delle rappresentanze studentesche.
Visto il ruolo dei vari rappresentanti a cui compete l'onere di prendere delle decisioni in merito (e stiamo parlando di rappresentanti che si ricandideranno alle prossime elezioni) questo potrebbe creare diverse strumentalizzazioni poltiche
favorendo da un lato solo alcuni ... e sfavorendo dal''altro i tanti se pur meritevoli.
Sicuri di un Suo positivo riscontro La ringraziamo anticpatamente.