giovedì 25 ottobre 2012

L'anno accademico comincia sotto i migliori auspici:
+ TASSE - SERVIZI
e PRIVATIZZAZIONE DELLE RESIDENZE

La contestazione di Ateneo Controverso all'inaugurazione dell'anno accademico di ieri 24 ott. 2012

giovedì 20 settembre 2012

IO NON MERITO L'AUMENTO - SETTEMBRE 2012


Nel corso degli ultimi anni abbiamo visto, spesso a causa dei provvedimenti di
austerity, un aumento delle tasse per quel che riguarda ogni aspetto della vita
quotidiana ed in particolare riguardo il mondo dei percorsi formativi. È dal
2008 che, a seguito della legge 240, i percorsi formativi hanno visto dimezzati i
finanziamenti, e il mondo dell’università ha dovuto correre ai ripari aumentando
la contribuzione studentesca in modo progressivo e allo stesso tempo tagliando
servizi e dequalificando la didattica. Oggi la situazione è notevolmente
peggiorata. Le tasse hanno continuato ad aumentare in modo sproporzionato e
progressivo fino ad arrivare con il governo Monti alla Spending Review, un
provvedimento che penalizza e criminalizza intere fette di popolazione
accademica etichettandole come voce di spesa all’interno di un contesto che
dovrebbe essere completamente estraneo alle logiche di mercato. L’aumento
della tassa sul diritto allo studio al 7,70% e l’aumento della tassa d’iscrizione
del 7,50% estesa a tutta la popolazione studentesca, è diretta emanazione di un
modo di concepire i percorsi della formazione in modo completamente distorto:
voce di spesa all’interno di un bilancio nazionale da mantenere in pari, e da
sacrificare di fronte al potere economico-finanziario delle banche. La logica è
sempre la stessa, ridurre la possibilità di accesso al mondo dei saperi per
continuare a perpetrare le logiche del Dio mercato nei cui confronti, a pagarne i
sacrifici, sono sempre le classi sociali più deboli.
Senza investimenti da parte dello stato sull’università, senza finanziamenti della
regione sul diritto allo studio, lo studente è quindi costretto a farsi carico
dell’intero costo del proprio percorso formativo.

La crisi ha aumentato i costi del diritto allo
studio mentre continuiamo a pagare il
fallimento di un intero sistema!!!

martedì 14 agosto 2012

E-state in discarica. La R.D.T. presenta il dispositivo calabrese per bruciare rifiuti senza produrre diossina.

Come ogni anno l'emergenza rifiuti si fa sempre più acuta durante l'estate quando ancora qualche turista ma, soprattutto, i numerosi emigrati che hanno lasciato questa terra per risolvere i loro problemi economici ed esistenziali, ritornano in Calabria.

La questione dei rifiuti, lo sappiamo bene, non viene affrontate con una visione olistica ma si guarda al rifiuto come ad una ricchezza per quei pochi che gestiscono le numerose discariche sparse sul territrio. Non esistono provvedimenti che manifestano una piena comprensione del problema, non si adottano strategie risolutive in senso pieno, si preferisce scavare una fossa, dopo che il paziente è morto, d'altra parte nulla si può fare se non sotterrarlo nella tomba.

La rete difesa del territorio "F. Nisticò", fin dalla sua nascita, ha chiesto la soppressione di un istituto inutile ossia il commissario all'emergenza rifiuti che, in ben quindici anni di attività, non ha ancora compreso, o per meglio dire non ha inteso farlo, che il vero problema dei rifiuti non il prodotto finale bensì tutta la catena che porta alla produzione della monnezza medesima. Ad ogni modo pare che in Calabria la storia sia talmente ciclica da permettere una facilissima previsione che, puntualmente, si tramuta in scottante realtà. Ecco, quindi, formulato l'ennesimo piano emergenziale per affrontare, in estate, il problema dei rifiuti. Il commissario prevede di rendere quasi tutte le discariche calabresi, totalmente funzionali! Possono brindare i gestori, privati, delle diascariche: per loro la crisi del lavoro non si avverte.

Lo scorso tre luglio la R.D.T. si recava in presidio, presso la sede del commissario, a Catanzaro dove lo stesso aveva convocato i sindaci dello jonio cosentino per discutere della questione rifiuti. In tale occasione il commissario Speranza si dichiarava pronto ad ascoltare e valutare le fattive proposte delal R.D.T. in merito alla risoluzione della questione rifiuti. Questo momento la R.D.T. lo sta ancora asepttando, si perchè, è bene sottolinearlo, le attiviste e gli attivisti non sono il popolo del No ma sono in grado di proporre reali alternative e proposte, ovviamente occorre ascoltarle ma innanzia a una mancanza di democrazia nella gestione del ciclo dei rifiuti, innanzi ad un muro di gomma che fa rimbalzare come malefica eco, la voce del cambiamento, innanzi ad una situazione che non permette la partecipazione, la condivisione, la democrazia non resta altra strada se non quella di manifestare il nostro dissenso scendendo ancora una volta nelle piazze, nelle strade, lottando con tutta la nostra passione e levando le nostre voci unite a quelle del popolo calabro. Ora basta! Continueremmo a ribadire che delle nostre vite decidiamo noi! Saremo quindi in presidio presso tutte le discariche calabresi nella notte fra il 15 e il 16 Agosto, e in onore della non meglio specificato dispositivo tedesco che, secondo Speranza, brucerebbe i rifiuti senza generare diossina, proporremmo in occasione dei presidi, il nostro dispositivo per bruciare senza produrre diossina: ossia una bella grigliata di mezza estate!

La R.D.T. attende il popolo calabro presso tutte le discariche per brindare, ballare, suonare e grigliare alla nostra salute presso i cancelli delle migliori discariche calabresi! Appuntamento da non perdere alle ore 1.00 del 16 agosto presso le discariche calabresi.


Rete in Difesa del Territorio - "Franco Nisticò"

mercoledì 20 giugno 2012

SIT-IN SOTTO IL RETTORATO
IL 22 GIUGNO ALLE 9:00                                 

                         

Gli ultimi dodici anni della vita dell’ateneo sono stati caratterizzati da un centralismo che, a nostro avviso, ha poco a che fare con la gestione della cosa pubblica. Materialmente ci siamo sempre battuti e scontrati con la gestione dell’università come azienda, propugnata da 20 anni di riforme e da 12 anni di amministrazione Latorre, che attraverso un operare antidemocratico, ha dato un esempio pratico di come sia brutale e del tutto antitetica rispetto a quello che è lo scopo originario dell’università all’interno della società. L’università per sua natura persegue degli obiettivi che sono diversi rispetto alle finalità di questo sistema di produzione basato sul profitto. Noi abbiamo sempre creduto nel valore del sapere fine a se stesso, nell’università come bene comune slegata dalle logiche di mercato; crediamo semmai in una università che riesca a formare persone capaci di agire nella realtà territoriale, e non supine ed acquiescenti rispetto alla quotidianità politica e sociale del nostro paese e della nostra terra. L’università della Calabria, in particolare negli ultimi anni non ha fatto che rispecchiare completamente le logiche malsane che contraddistinguono la vita politica e sociale della nostra regione, in particolare la cristallizzazione dei poteri e la chiusura totale rispetto alla partecipazione dal basso.  

Durante l’ultimo anno, tutta la comunità accademica ha dovuto subire passivamente il processo di riorganizzazione imposto dalla riforma, non è stato possibile in alcun ambito intraprendere una discussione che portasse ad un percorso partecipato e condiviso, mentre la volontà del “Satrapo” ha prevalso nonostante i malumori della base. “L’etàt c’est moi” avrebbe detto Luigi XIV, ma era un’altra epoca.

La totalità della rappresentanza sia docente che studentesca è in prorogatio da due anni, il magnifico in perfetta coerenza con il suo modus operandi, invece di gestire semplicemente questa fase di passaggio in vista di nuove elezioni, ha pensato bene di spendere il suo tempo per dare un “indirizzo sulle scelte future” che riguardano l’ateneo in maniera del tutto illegittima e arbitraria.         

All'interno del CdA il rettore ha inoltre proposto in maniera altrettanto arbitraria la cessione in gestione di una parte delle residenze universitarie in mano a privati, proponendo un accordo estremamente svantaggioso per la popolazione studentesca, (in un momento di crisi economica avanzata nel nostro paese) e per l'università stessa, nel momento in cui la gestione delle residenze a privati non solo non migliorerebbe il servizio residenziale, ma soprattutto verrebbe a mancare l'opportunità per l'università di rilanciare su una politica residenziale virtuosa. C'è da dire ,inoltre, che le nuove residenze costruite dall'università, che dovrebbero essere concesse in gestione a privati, sono state edificate con l'intento di troncare qualunque rapporto fra l'università e i privati rendendo le politiche abitative dell'università del tutto autonome rispetto alle logiche di mercato.   Lo stesso CdA arbitrario e illegittimo è stato oggetto di dibattito, all'alba della sentenza del Tar della liguria, che ha stabilito che la nomina di cui parla la riforma non precluda la possibilità di una consultazione elettorale riguardo i famosi cinque membri del listone del rettore!!!  

Tutto ciò ovviamente va inserito nel contesto di altrettante politiche autoritarie che fino ad ora hanno precluso invece, la possibilità di un percorso partecipato di riorganizzazione dell'università chiudendo le porte della commissione statuto così come di tutte le decisioni importanti assunte dagli organi comuni dell'ateneo. Proprio in virtù di questo ragionamento e visto il precedente del Tar della Liguria rivendichiamo l'inizio di una fase di discussione ampia e partecipata di modifica dello statuto, rivendicando l'elezione di tutti i membri del CdA, e di scrittura partecipata di tutti i regolamenti dell'ateneo. L' Università è di chi la vive, pertanto gli unici ad avere il diritto di decidere del nostro futuro siamo solo ed esclusivamente noi!!! riappropriamoci degli spazi decisionali, riappriopriamoci dell'ateneo!!!       

PER QUESTO MOTIVO SCENDEREMO 
IN SIT-IN SOTTO IL RETTORATO
IL 22 GIUGNO ALLE 9:00 
A FAR VALERE LE NOSTRE PROPOSTE E RIVENDICAZIONI!!!!