venerdì 5 febbraio 2010

Segreti e Veleni

Segreti e Veleni
Traffico di rifiuti, Navi affondate, Segreti di Stato...

Dovete sapere che ci sono due storie: quella ufficiale piena di menzogne, che insegnano a scuola, la storia "ad usum delphini"; e poi c'è la storia segreta, quella che contiene le vere cause degli avvenimenti, una storia ignominiosa.

(Honorè De Balzac - Le illusioni perdute)


«Il 4 novembre 1994, nell'Adriatico orientale cinque uomini e il loro cane pescano come sempre. Il "Francesco Padre", la loro barca, ora è un rantolo contorto e i loro corpi giacciono in fondo al mare. La vicinda rientra tra quella su cui vige il segreto di Stato. Quella notte, in quelle acque, era in corso l'operazione della Nato "Sharp Guard"».

«Il segreto di Stato è diventato uno strumento di dominio di prim'ordine...»


Gianni Lannes, scrittore, giornalista d'inchiesta e direttore di Terranostra, si occupa da anni di navi dei veleni, ma oggi che la questione è tornata almeno in parte di attualità, e lui sta combattendo come mai prima per portarla alla luce e alla conoscenza della gente, spuntano le minacce della mafia, l'ostruzionismo delle testate tradizionali e i silenzi assordanti dei nostri governanti.

Incontro - dibattito con

Gianni Lannes

Mercoledì 10 febbraio ore 11

Aula Filol.8 - Cubo 28/b

Organizzato da:

Controverso - Filol.8 AzioniManifeste - UDU Cosenza

domenica 20 dicembre 2009

Un abbraccio

Increduli feriti ed indignati, non possiamo che stringerci in un abbraccio fraterno attorno ai compagni Guerino, a Roberto, ad Enrico e alla loro famiglia per la drammatica morte del padre Franco Nisticò, avvenuta in occasione della manifestazione No Ponte del 19 dicembre 2009.
Inconcepibile morire in piazza a causa dell’assenza di un presidio sanitario e di un’ambulanza adeguatamente attrezzata, la cui presenza invece era stata prevista.

«L’unico ponte da costruire è quello tra le generazioni passate e quelle future».

L’ultimo discorso di Franco oggi appare come un testamento ideologico e lascia a tutti la responsabilità di impedire che tali parole cadano nel vuoto. A noi resta la rabbia per una morte forse evitabile e la determinazione e la voglia di continuare quel percorso di lotta che ci lega agli uomini come Franco che non hanno mai chinato la testa di fronte a niente.
«SOLO LA LOTTA PAGA». È questo l’unico modo per salvare la nostra Terra.
Difficile dire qualsiasi cosa ora, ma una tragedia come questa impone che siano verificate le responsabilità di ciascuno.

A seguire il link all'articolo de il Manifesto che ci sembra riportare la descrizione più obiettiva dei fatti:


Articolo Manifesto

giovedì 10 dicembre 2009

Il Ponte é Cosa Nostra

In vista della manifestazione nazionale "NO PONTE" di Villa San Giovanni del 19 dicembre, i collettivi Filol8 "Azioni Manifeste", P2 Occupata, Ateneo Controverso, in collaborazione con il collettivo uniRc di Reggio Calabria, organizzano l'iniziativa "Il Ponte é Cosa Nostra".
Seminario-dibattito su infrastrutture, beni comuni e ambiente. Si parlerà specificamente dell'intreccio di interessi che sta dietro la costruzione delle grandi opere, con particolare riferimento al Ponte sullo Stretto, propagandato come soluzione fondamentale per lo sviluppo delle nostre terre. Tutto ciò in due regioni in cui la rete infrastrutturale è gravemente deficitaria e in cui ormai non si muore più di vecchiaia (v. i disastrosi eventi alluvionali in Calabria e Sicilia negli ultimi decenni).
PS. Stiamo predisponendo, in occasione della manifestazione, autobus in partenza dalle pensiline Unical.
Per info e prenotazioni AUTOBUS rivolgersi presso aula Filol 10 (cubo 28/b piano terra), oppure contattarci sui nostri recapiti:
-> E-mail: ateneocontroverso@gmail.com
-> Tel: 0984/494552
-> Cell: 328/7190757 (Leo)

mercoledì 9 dicembre 2009

A quattro mesi di distanza dalla manifestazione di protesta contro la costruzione del ponte sullo stretto di Messina, la Rete No Ponte scende nuovamente in piazza per esprimere il proprio dissenso.
Diciamo no a qualsiasi opera faraonica, utile solo ad ingrassare le tasche della muratoria internazionale. Non servono nuove cattedrali, costruite in mezzo al deserto o in mezzo al mare, in una terra già violentata da decenni di attentati contro l'ambiente e la salute pubblica ad opera di politici collusi con la mafia, affaristi dell'ultima ora e massoni.
Diciamo SI, piuttosto, ad importanti opere di bonifiche e messa in sicurezza dei territori disastrati, al potenziamento della già esistente (ma inefficiente) rete stradale e ferroviaria.
Ci vediamo tutti in piazza il 19 dicembre 2009.

Logo No Ponte

Per info e prenotazioni AUTOBUS rivolgersi presso aula Filol 10 (cubo 28/b piano terra), oppure contattarci sui nostri recapiti:
-> E-mail: ateneocontroverso@gmail.com
-> Tel: 0984/494552
-> Cell: 328/7190757 (Leo)

lunedì 7 dicembre 2009

Forum ambientale - Lamezia 6 dicembre

COMUNICATO STAMPA

Basta con l’abbandono progressivo dell’intero territorio calabrese contaminato da ogni sorta di materiale tossico-nocivo e radioattivo. Basta con una politica della gestione dei rifiuti che si è ridotta esclusivamente a gestire discariche disseminate per l’intera Calabria in attesa della loro saturazione. Basta ancora alla mercificazione dei beni comuni ed ad una progressiva cementificazione dei territori per realizzare opere spesso dispendiose e poco utili per un sviluppo reale delle Calabria.

Oltre duecento persone a rappresentare 80 associazioni sparse sul territorio calabrese si sono confrontate per l’intera giornata oggi a Lamezia Terme nei locali del centro Agroalimentare ed hanno rivendicato una reale attenzione sui tanti drammi che interessano la nostra regione. Ad iniziare dalle emergenze che caratterizzano la città di Crotone il cui territorio è stato letteralmente violentato nel corso degli anni. Una consapevolezza che ha già portato in piazza nella città pitagorica migliaia di cittadini il 3 ottobre. E che ha spinto il Forum a formulare una richiesta ben precisa: “Dovrà essere lo Stato a pagare la bonifica”.

Battaglie ambientali che sono state il cuore delle rivendicazioni che hanno portato il 24 ottobre ad Amantea oltre 30 mila persone giunte da tutta la Calabria. Per questo il Forum ha deciso di promuovere nuove iniziative per tenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali. Tra tutte la stesura di un libro bianco sui danni arrecati ai territori ed ai cittadini calabresi e l’istituzione di un coordinamento permanete tra tutti i movimenti impegnati nella difesa della Calabria.

“Vi è la necessità – hanno dichiarato gli organizzatori – di acquisire per avviare poi una piattaforma rivendicativa consapevole quante più informazioni possibili sulle problematiche ambientali legate ai territori interessati dalla contaminazione di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi. Per questo occorre dotarsi fin da subito di tutti gli strumenti necessari ad approfondire indagini ambientali, epidemiologiche e tossicologiche. Ma non solo. Occorre anche verificare le eventuali responsabilità civili, penali politiche ed amministrative per i disastrosi danni arrecati alla Calabria e alla salute dei suoi cittadini”.

Sul tema della gestione delle risorse naturali a partire dall’acqua il Forum delle associazioni ha ribadito la necessità di mantenere la gestione pubblica e renderla partecipata. “Obiettivo ancora possibile – sostengono i partecipanti al Forum – se, all’interno dei propri statuti, i Consigli comunali dichiarano che l’acqua è un diritto umano inalienabile ed un bene privo di rilevanza economica”. Sulla nave dei veleni la posizione resta netta. “Non ci convincono affatto – dichiarano – le rassicurazioni offerte dal Governo che servono solo a diminuire l’attenzione su una questione che è reale e che interessa non solo la Calabria. Per questo sono stati già avviati contatti con altre realtà territoriali anche internazionali che registrano lo stesso dramma”.

Il no al ponte sullo stretto di Messina, resta tra le battaglie principali del Forum che verrà ribadito con la partecipazione massiccia alla manifestazione del 19 dicembre prossimo a Villa San Giovanni. “Il nostro impegno – affermano a questo proposito – resta pieno nel difendere ad oltranza tutti i beni comuni del nostro territorio ad iniziare dall’area dello stretto che verrebbe devastato con la realizzazione del ponte”.