lunedì 7 dicembre 2009

Forum ambientale - Lamezia 6 dicembre

COMUNICATO STAMPA

Basta con l’abbandono progressivo dell’intero territorio calabrese contaminato da ogni sorta di materiale tossico-nocivo e radioattivo. Basta con una politica della gestione dei rifiuti che si è ridotta esclusivamente a gestire discariche disseminate per l’intera Calabria in attesa della loro saturazione. Basta ancora alla mercificazione dei beni comuni ed ad una progressiva cementificazione dei territori per realizzare opere spesso dispendiose e poco utili per un sviluppo reale delle Calabria.

Oltre duecento persone a rappresentare 80 associazioni sparse sul territorio calabrese si sono confrontate per l’intera giornata oggi a Lamezia Terme nei locali del centro Agroalimentare ed hanno rivendicato una reale attenzione sui tanti drammi che interessano la nostra regione. Ad iniziare dalle emergenze che caratterizzano la città di Crotone il cui territorio è stato letteralmente violentato nel corso degli anni. Una consapevolezza che ha già portato in piazza nella città pitagorica migliaia di cittadini il 3 ottobre. E che ha spinto il Forum a formulare una richiesta ben precisa: “Dovrà essere lo Stato a pagare la bonifica”.

Battaglie ambientali che sono state il cuore delle rivendicazioni che hanno portato il 24 ottobre ad Amantea oltre 30 mila persone giunte da tutta la Calabria. Per questo il Forum ha deciso di promuovere nuove iniziative per tenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali. Tra tutte la stesura di un libro bianco sui danni arrecati ai territori ed ai cittadini calabresi e l’istituzione di un coordinamento permanete tra tutti i movimenti impegnati nella difesa della Calabria.

“Vi è la necessità – hanno dichiarato gli organizzatori – di acquisire per avviare poi una piattaforma rivendicativa consapevole quante più informazioni possibili sulle problematiche ambientali legate ai territori interessati dalla contaminazione di rifiuti tossico-nocivi e radioattivi. Per questo occorre dotarsi fin da subito di tutti gli strumenti necessari ad approfondire indagini ambientali, epidemiologiche e tossicologiche. Ma non solo. Occorre anche verificare le eventuali responsabilità civili, penali politiche ed amministrative per i disastrosi danni arrecati alla Calabria e alla salute dei suoi cittadini”.

Sul tema della gestione delle risorse naturali a partire dall’acqua il Forum delle associazioni ha ribadito la necessità di mantenere la gestione pubblica e renderla partecipata. “Obiettivo ancora possibile – sostengono i partecipanti al Forum – se, all’interno dei propri statuti, i Consigli comunali dichiarano che l’acqua è un diritto umano inalienabile ed un bene privo di rilevanza economica”. Sulla nave dei veleni la posizione resta netta. “Non ci convincono affatto – dichiarano – le rassicurazioni offerte dal Governo che servono solo a diminuire l’attenzione su una questione che è reale e che interessa non solo la Calabria. Per questo sono stati già avviati contatti con altre realtà territoriali anche internazionali che registrano lo stesso dramma”.

Il no al ponte sullo stretto di Messina, resta tra le battaglie principali del Forum che verrà ribadito con la partecipazione massiccia alla manifestazione del 19 dicembre prossimo a Villa San Giovanni. “Il nostro impegno – affermano a questo proposito – resta pieno nel difendere ad oltranza tutti i beni comuni del nostro territorio ad iniziare dall’area dello stretto che verrebbe devastato con la realizzazione del ponte”.

venerdì 4 dicembre 2009

Documento finale - Assemblea di Ateneo dell'Unical del 02/12/2009

Attraverso il nuovo DdL Gelmini, anticipato dalla nota ministeriale n.160/09, prosegue l'opera di distruzione del sistema universitario statale, in piena continuità con le misure varate negli ultimi vent’anni dai governi di centrodestra e di centrosinistra, alternatisi alla guida del Paese.

I tagli prodotti dalla legge 133/08 e i successivi provvedimenti adottati attraverso la legge 1/09 hanno fatto da prologo alle ultime manovre governative, con le quali si ridimensionano ulteriormente i fondi e si riforma la governance degli Atenei, stravolgendo la natura del sistema universitario pubblico.

Se la legge 133/08 prevedeva la facoltà, a carico degli Atenei in deficit di bilancio, di trasformarsi in fondazioni di diritto privato, la legge 1/09 ha inserito il concetto di “virtuosità”, elemento che determina, sulla base di criteri meramente economici, le modalità di ripartizione del fondo di finanziamento tra le Università statali. Questi provvedimenti governativi, quindi, attraverso una scriteriata politica di tagli e redistribuzione dei finanziamenti (a beneficio dei soli Atenei “virtuosi”), hanno spianato la strada ad un processo di diversificazione tra università di serie A e di serie B.
Il nuovo Disegno di Legge, affidandosi ad un criterio di discrezionalità non ben definito (sia per quanto riguarda le modalità di designazione dei componenti dei vari organi, sia per quanto riguarda i criteri di valutazione di merito degli Atenei) rischia di gettare nel caos finanziario le Università italiane e mettere definitivamente in crisi il concetto stesso di sistema universitario pubblico.

A riprova di ciò, tra i principi che regolamentano la nota 160 e il nuovo DdL c'è la restrizione della spesa pubblica in favore di una “competizione al meglio” tra Atenei. Questa competitività dovrebbe dipendere direttamente dalla capacità di autogoverno degli Atenei, in termini di efficienza amministrativa ed efficacia in fatto di formazione e ricerca.
In tutto questo si dimentica completamente il valore sociale delle stesse Università.

Tali politiche vanno inserite nell'ottica più ampia del completo smantellamento di stato sociale, servizi, infrastrutture, sanità, energia e beni comuni del Paese.
L'obiettivo reale che sta alla base di queste riforme è quello di “sgravare” lo stato dalla gestione finanziaria del sistema di formazione e di ricerca pubblico, consegnando le nostre università ai privati e ai loro capitali.
Questa manovra “lacrime e sangue”, propagandata dalla classe dirigente come soluzione inevitabile per far fronte alla crisi economica, sta di fatto incrementando la soglia di povertà e di precarietà, negando inoltre ad ampie fasce della popolazione anche il diritto allo studio.
A fronte del sacrificio delle classi sociali più deboli, si registra invece l'aumento dei finanziamenti statali a banchieri, imprese e scuole private.
Come al solito si privatizzano gli utili e si socializzano solo le perdite.

Noi ci opponiamo totalmente alla sottomissione dell'Università alle logiche economiche.

Mentre resta viva la discussione sui devastanti effetti dei tagli della legge 133/08 che – ci teniamo a precisarlo – non si sono ancora manifestati in tutta la loro brutalità, la suddetta opera di distruzione viene, in questo nuovo Disegno di Legge, perpetrata attraverso una serie di preoccupanti misure.

1. Riforma della governance universitaria in quattro punti:

- esautorazione del Senato Accademico, a fronte di un Consiglio di Amministrazione che di fatto detiene i poteri esecutivi, amministrativi, gestionali dell'Ateneo;

- ridimensionamento dell'organico del CdA (max 11 membri);

- introduzione di soggetti esterni all'Ateneo nel CdA (almeno il 40%);

- riorganizzazione strutturale, basata su organismi di coordinamento che andrebbero a sostituire le attuali Facoltà, le cui funzioni sarebbero completamente assorbite dai singoli dipartimenti.

2. Possibilità di fusione o federazione tra Atenei o enti operanti nel settore della ricerca e dell'alta formazione, la cui natura (pubblica o privata) non viene chiaramente definita.

3. Istituzione di un “Fondo speciale per il merito finalizzato a promuovere l'eccellenza e il merito fra gli studenti”, affidato alla società per azioni CONSAP ed alimentato da versamenti effettuati a “titolo spontaneo e solidale” da privati, società, enti e fondazioni, finalizzato alla concessione di buoni studio e prestiti d'onore.

Con questo meccanismo si introduce un nuovo concetto di diritto allo studio basato sulla “premialità”, valutata mediante la partecipazione ad un test nazionale standard, previo pagamento di una tassa di partecipazione e superamento della prova medesima; s’introduce altresì l'incentivazione del ricorso al prestito d'onore per il mantenimento del negato diritto allo studio, producendo l’aumento del fenomeno di indebitamento degli studenti in un già dissestato quadro di sistemica crisi economica e precarietà diffusa.

Noi pensiamo che l'Università abbia in primo luogo un forte valore sociale, che appartenga a chi vi lavora e la vive quotidianamente, non certamente a chi la intende semplicemente come occasione di profitto.
Non vogliamo che l'Università sia assoggettata a logiche di gestione aziendale, ci opponiamo all’idea che i privati possano decidere della nostra didattica e della nostra ricerca, rifiutiamo insomma che divenga ulteriormente schiava del sistema mercato.
Siamo consapevoli, la nostra sarà una lotta né breve né facile, ma sistematica e di lunga durata
L'università è un bene pubblico e tale deve rimanere in rispetto della sua funzione sociale: luogo e momento di crescita nonché di scambio, confronto e incontro della multiculturalità e dei saperi liberi.

Per tutte le motivazioni sopra esposte l'Assemblea di Ateneo dell’Unical dichiara lo stato di agitazione permanente e avanza le seguenti richieste:

1. che l'Università si dichiari ufficialmente contrario al DdL Gelmini, richiedendone il ritiro in blocco, respingendo altresì le indicazioni di adeguamento contenute nella nota ministeriale 160 del 4 settembre 2009, rigettandone l'impianto politico ed ideologico che ne sta alla base e qualsiasi altro futuro provvedimento teso ad accelerare il processo di perversa trasformazione in corso. È necessaria, piuttosto, una seria riforma dell’intero sistema universitario, anche in materia di contratti di ricerca, ripartendo da nuove basi e quindi rigettando in blocco le attuali leggi;

2. che i Consigli di Facoltà e il Senato Accademico si pronuncino e prendano una posizione chiara e precisa sulle leggi 133/08, 1/09, nota ministeriale 160/09 e nuovo DdL Gelmini.
Si richiede inoltre che tale posizione venga portata in seno alla CRUI;

3. che i Consigli di Facoltà non attuino la nota 160, evitando quindi di assecondare questa politica governativa e rimandando, di fatto, le responsabilità della stessa nota a chi l'ha concepita;

4. che si rigettino, in particolare, le attuali disposizioni in materia di assunzione del personale universitario, provvedendo alla stabilizzazione di tutti i lavoratori precari dell’Università;

5. che gli studenti e il personale universitario tutto aderiscano allo sciopero indetto per l'11 dicembre 2009 e alla contestuale manifestazione nazionale.

L’Assemblea di Ateneo, inoltre, si propone:

 la costruzione di importanti momenti di sensibilizzazione e controinformazione, da realizzarsi sia all’interno dell’Ateneo che al di fuori del contesto universitario;

 la creazione di momenti d’incontro con le altre realtà sociali di lotta del mondo del lavoro e del “non lavoro”;

 conseguentemente la generalizzazione del conflitto e delle lotte sociali.

venerdì 13 novembre 2009

REPORT - INCONTRO ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CALABRESI

REPORT - INCONTRO ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE CALABRESI

DECISIONI MATURATE: Mobilitazione per Manifestazione “No Ponte” del 19 dicembre, Costituzione di un Forum ambientalista regionale del 6 dicembre e sit- in davanti le prefetture il 23 novembre.

Si è svolto a Lamezia Terme il 10.11.2009 il primo incontro-contatto tra alcune delle maggiori associazioni e comitati ambientalisti che hanno partecipato attivamente alla manifestazione di Amantea del 24 ottobre scorso contro l’avvelenamento della Calabria e la distruzione sistematica delle sue risorse ambientali.
Nel corso dell’incontro si sono affrontate principalmente tematiche legate al rilancio dell’attività dei movimenti ambientalisti proprio dopo il successo della manifestazione di Amantea che ha portato in piazza oltre 30 mila persone.
In particolare si è proposto di avviare una serie di iniziative tese a mantenere alta l’attenzione sulle problematiche ambientali che interessano la Calabria ad iniziare dalle tante vicende di avvelenamento del territorio in svariati siti della nostra regione vedasi tra gli altri Crotone, Praia a Mare, la Vallata del torrente Oliva, la Sibaritide e l’Aspromonte. Inoltre è stato posto l’accento sulla grave minaccia per l’ecosistema calabrese che rappresenta la realizzazione annunciata dal Governo centrale del ponte sullo Stretto di Messina. A questo proposito si è ribadito ed è stato accettato da tutte le delegazioni presenti all’incontro la necessità di rilanciare la manifestazione di protesta contro la realizzazione del ponte del prossimo 19 dicembre a Villa San Giovanni attraverso una serie di azioni di promozione dell’evento da realizzare in tutta la Calabria. Nello stesso incontro si è stabilito di Costituire un Forum permanente ambientalista regionale fissando un primo appuntamento al 6 dicembre prossimo a Lamezia Terme. Questa iniziativa, secondo gli intervenuti, permetterà tra l’altro di affrontare in un'unica sede le svariate emergenze ambientali che interessano la Calabria. Proprio a questo fine si è deciso di istituire, in quella sede, alcune commissioni che si occuperanno direttamente dei problemi ambientali raggruppandoli per aree tematiche (Acqua e beni comuni; Navi dei veleni e rifiuti tossici; Ponte sullo stretto ed infrastrutture; Ciclo dei rifiuti ed energie). Si è sostenuto che il Forum permetterà anche di discutere le seguenti problematiche:
1) Preparazione di un LIBRO BIANCO sulla Calabria. Per cui si chiede a tutti i partecipanti di portare una descrizione dettagliata dei problemi ambientali del proprio paese.
2) Adesione, organizzazione e partecipazione alla manifestazione del 19 dicembre a Villa san Giovanni contro il ponte sullo Stretto.
3) Movimento futuro. Discussione sul che fare dopo .
Inoltre nel corso della discussione si è deciso di organizzare per il prossimo lunedì 23 novembre un sit-in da effettuare in contemporanea davanti alle cinque prefetture calabresi per presentare una piattaforma unica di rivendicazione sulle varie emergenze che interessano la Calabria. A questo fine è stato deciso di realizzare un documento unico di rivendicazione da distribuire in quella occasione. Un altro documento, invece, sarà redatto per lanciare un appello per partecipare al Forum ambientalista di Lamezia Terme.

Hanno partecipato a questo primo incontro preparatorio del Forum dei Movimenti Ambientalisti le seguenti associazioni:
Comitato Civico Natale De Grazia / Movimento Ambientalista del Tirreno /Forum Ambientalista / Beni Comuni Cosenza / Rosso Cetraro / Ass. Paolab / Ass.Confronti / Comitato Civico Valle Oliva Terre a Perdere / Cib Unicobas / ARCI Crotone/Movimento "Terra, Aria, Acqua e Libertà" Crotone / Collettivo Universitario Socio-Politico-Culturale "Filol.8 – Azioni Manifeste" / Collettivo Universitario "P2 - Occupata" / Progetto Universitario Unical - "Ateneo Controverso" / Associazione Universitaria "Udu Cosenza" / FORA di Cosenza / CPo Rialzo / Collettivo Evasione / c.s.o.a. “A.Cartella” / TerritoRioT / Rete No Ponte / Coordinamento calabrese Acqua Pubblica “Bruno Arcuri”/

LAMEZIA TERME 10.11.2009